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Un ritratto di Giovanni LanzioAnche Giovanni Lanzio fu un benefattore nonché il precursore di altre fontane e finanziò la costruzione di quella che è ubicata in fianco alla Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio abate, l’unica di quella serie che sia giunta fino a noi.

La famiglia Lanzio, è di antica origine quaronese, ma la dizione originale è Lancia, che ad opera delle differenti pronunce del latino, del dialetto o dell’italiano, veniva scritto Lantium, letto Lanzium e quindi Lanzio; trasformazioni lessicali di questo tipo sono avvenute in diversi cognomi nel corso dei secoli.

Questa famiglia era presente nella comunità di Quarona già nella seconda metà del milletrecento con alcuni esponenti notai e sacerdoti, ma il più importante fu proprio il famoso sacerdote Bernardino Lancia (1565 - 1637), curato di Quarona dal 1590 al 1632; a lui si deve:

  • La stesura della “Storia della Beata Panacea” nel 1598, su invito del Vescovo Bescapè, in base alle testimonianze raccolte dai quaronesi sulla vicenda della Pastorella uccisa dalla matrigna nel 1383, in sostituzione dell’originale scritta dal parroco dell’epoca Rocco Bonomi e conservata fra due assicelle di noce, ma persa attorno al 1570 probabilmente distrutta da un incendio.
  • La costruzione della attuale Chiesa di Sant’Antonio abate con ampliamento dell’antico oratorio agli inizi del milleseicento,
  • Il trasferimento della parrocchia da San Giovanni al Monte alla Chiesa di Sant’Antonio abate al piano il 9 ottobre 1617, autorizzata in seguito ad una visita pastorale importantissima del cardinale Taverna confermando, come già le visite precedenti del Bascapè e Speciano avevano preso atto, ormai, la scomodità della Parrocchia di San Giovanni al Monte.
  • Le registrazioni anagrafiche parrocchiali, imposte dal Concilio di Trento terminato nel 1563, che a Quarona ebbero inizio proprio nel 1617, in occasione del trasferimento della parrocchia.

Il ritratto del curato Bernardino LanciaIl curato Bernardino Lancia, del quale esiste anche un ritratto conservato nella chiesa della Beata al Piano, alla fine del 1500, abitava nella casa della Beata Panacea che era divenuta abitazione della famiglia Lancia già dopo la morte di Lorenzo padre di Panacea, due secoli prima, alla fine del 1300, come da lui stesso dichiarato.

Tre secoli dopo, ancora nella stessa casa, come ho verificato personalmente nel catasto D’Enricis del 1797, il benefattore Giovanni Lanzio moriva in “Via San Giovanni n° 3” lasciando in eredità la casa ad un suo amico, Marco Zoia fu Giuseppe, cognome dei penultimi proprietari della casa della Beata Panacea.

Per cinque secoli consecutivamente, dunque, la famiglia Lancia visse in quella casa.

Era tradizione mantenere i nomi di famiglia ed imporre ai figli il nome dei nonni alternandoli invariati nel corso dei secoli; il padre del nostro benefattore Giovanni si chiamava Bernardino, in nonno Giovanni ed il bisnonno Bernardino Lancia; questo Bernardino Lancia era anche il bisnonno del mio bisnonno.

Soprannominato Bernardinetto, Giovanni Lanzio, nacque a Quarona il 20 settembre 1811 da Teresa Frascotti, contadina, e Bernardino Lanzio, ottonaio a Varallo.

Il padre, Bernardino era figlio di Giovanni Lancia e Teresa Mognetti, unico figlio maschio con sette sorelle.

Giovanni Lancia ebbe anche un fratellino, Francesco, che morì a sei mesi.

Il 22 6 1819 morì anche la madre Teresa, e il padre Bernardino, allora ventisettenne, convolò a nuove nozze solo tredici giorni dopo, il 5 luglio 1819, con Margherita Borotti, probabilmente per garantire una migliore assistenza al figlioletto di sette anni.

Da questo matrimonio, dodici mesi dopo, nacque Teresa, sorellastra di Giovanni Lanzio, che sarà poi moglie di Giovanni Rolandi, nipote dell’illustre zio Pietro Rolandi, i discendenti di questo ramo della famiglia saranno poi imparentati con i discendenti dei notai Innocenzo Viotti e Giovan Battista Sella, entrambi di Quarona.

Giovanni Lanzio intraprese la professione di ebanista che lo portò a lavorare a Torino, dove sposò Margherita Vinazza, ma non ebbero figli.

Rientrati in tarda età alla patria Quarona cui furono particolarmente legati, vi rimasero fino alla fine dei loro giorni che per la moglie arrivò il 10 febbraio 1886, mentre per lui il 13 maggio 1888.

Giovanni Lanzio, seguendo le orme di Pietro Rolandi, volle adeguare alle esigenze del tempo l’approvvigionamento idrico di Quarona e iniziò una grossa impresa che coinvolse anche lui decisamente oltre ogni previsione.

Per questa ricerca ho recuperato una serie di documenti tra cui un Progetto preventivo nonché una Relazione del geometra Sesone di Borgosesia datata 17 febbraio 1880 nella quale si dichiara che:

Il progetto della fontana vicino all Chiesa ParrocchialeGiovanni Lanzio fu Bernardino offerse, a beneficio del Comune di Quarona, tutti i suoi beni immobili posseduti in quel territorio perché venissero realizzati allo scopo di erogare i proventi per la derivazione e costruzione d’una fontana d’acqua potabile a servizio del pubblico.

(Progetto di fontane / Capitoli - Geom. Cristoforo Grober)

(8 luglio 1893 - Perizia Fontana Lanzio - Geom. G. Sesone)

(Resoconto finale)

Il primo progetto esecutivo che abbiamo trovato era del 6 settembre 1880, portava la firma del geometra Cesare Peco e prevedeva quattro fontane:

  • La prima in Piazza San Rocco,
  • La seconda all’incrocio fra la Via Zuccone e la Via Cavour,
  • La terza a metà della Via Zuccone,
  • La quarta, in fianco alla Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.

Anche il progetto successivo, datato 21 marzo 1881, portava la stessa firma, quella del geometra Cesare Peco, completamente diverso nella forma dal precedente, ma effettivamente identico all’opera realizzata, riguardante solamente la fontana vicino alla Chiesa.

Interamente realizzata in granito, ha una bella vasca di forma semicircolare, scanalata esternamente a conchiglia, non troppo grande, ma completata da un fondale, anch’esso interamente in granito lavorato, racchiuso nella parte alta da una linea mossa; questo fondale, nella parte centrale è attraversato da un pilastro sormontato da un imponente capitello e lateralmente è racchiuso da due pilastri sormontati da anfore in cotto.

Di notevole interesse artistico è contemporaneamente elegante e maestosa.

Questa fontana, per la sua altezza da terra, il suo aspetto e la forma, era chiaramente rivolta agli usi domestici ed alimentari, ma non era stata concepita per abbeverare il bestiame.

Questi sono i progetti originali del complesso delle fontane, che sono riuscito a recuperare:

Varallo, 6 settembre 1880 - Relazione di Perizia - Geom. Cesare Peco (26 pagine)

Varallo, 6 settembre 1880 - Progetto per derivazione e costruzione di N° 4 getti d’acqua potabile o fonti, nell’abitato di Quarona, a servizio dell’abitato della Chiesa - a firma Peco Cesare geometra - questo progetto consiste di tre moduli ed una planimetria:

  • Modulo A - Casotto da costruirsi alle due sorgenti - pianta, sezione e prospetto delle piccole costruzioni da realizzarsi lungo la mulattiera per Valmaggiore dove avveniva la captazione dell’acqua.
  • Modulo B - Edificio da costruirsi nelle fonti N° I, II, III - Pianta, sezione e prospetto delle tre fontane da costruirsi lungo il tracciato della attuale via Zuccone: una sul lato sud della piazzetta di San Rocco e le altre due rispettivamente ad un terzo e due terzi circa, sul lato nord, sempre della via Zuccone.
  • Modulo C - Edificio da costruirsi alla fonte N° 4 in prossimità della Chiesa Parrocchiale - Prospetto e sezione.
  • Planimetria - Pianta Abitato di Quarona - rappresenta la zona compresa tra la vecchia mulattiera per Valmaggiore, dove era prevista la captazione dell’acqua, la Chiesa di San Rocco e la Chiesa Parrocchiale; su questo foglio sono curiosamente indicate anche le varie sezioni del tubo di piombo che avrebbe portato l’acqua alle varie fontane.

19 dicembre 1880 - Relazione (per perizia proposta Bracciano) - Geom. Cesare Peco. Varallo, 21 marzo 1881 - (Peco Cesare geometra) - Prospetto dell’edificio di fonte da costruirsi nella piazzetta della Chiesa di Quarona per la sorgente principale - prospetto e pianta - fontana attuale.

Varallo, 10 gennaio 1882 - (Peco Cesare geometra) - Pianta dell’edificio di fonte pubblica eretto nel piazzale avanti alla Chiesa Parrocchiale - pianta del recinto e sezione per le pendenze.

Varallo, 10 gennaio 1882 - (Peco Cesare geometra) - Edificio di fonte pubblica eretto nella piazzetta di San Rocco - Edificio di fonte pubblica, eretto in angolo del prato del sig. Bracciano Luigi - prospetti e piante.

Così commentava il giornale dell’epoca:

Da: IL MONTE ROSA del 10 settembre 1880

Comune di Quarona - Si notifica che alle ore 10 del giorno 26 corrente, nella sala comunale si procederà col sistema delle candele all’appalto dei lavori di costruzione di fontana pubblica, in base al progetto del geometra sig. Peco.

  1. L’asta sarà regolata dal decreto 4 sett. 1870, ed aperta al prezzo di £ 3.890, quale importo degli elementi.
  2. L’aggiudicazione seguirà a favore di chi avrà offerto un maggiore ribasso.
  3. La cauzione di presentarsi dagli aspiranti all’asta sarà corrispondente al decimo dell’ammontare totale delle opere.
  4. Le opere dovranno essere compiute entro due mesi dall’atto di sottomissione, salvo altri ordini dell’Amministrazione.
  5. I pagamenti si faranno per metà a metà lavoro e per l’altra metà a opera compiuta.
  6. La cauzione verrà restituita dopo il collaudo
  7. Le spese sono a carico del deliberatario, il quale prima di adire all’asta dovrà presentare i debiti certificati di idoneità.

Quarona 8 settembre 1880

Il sindaco Ottina.

Da: IL MONTE ROSA del 19 novembre 1880

Per la generosità dell’egregio signor Lanzio, la importante frazione del nostro comune, che sorge attorno alla Parrocchiale e si allinea lungo la strada provinciale, sarà tra breve provvista d’un’abbondante e saluberrima fontana pubblica. Il Consiglio Comunale, con regolare deliberazione,approvata dalla superiore autorità, accettò lo splendido dono dell’egregio sig. Lanzio, ne deliberò l’attuazione conforme ai disegni del geometra Peco, e accettò pure la nobile offerta del sig. Luigi Bracciano, che concesse il passaggio gratuito dei tubi della nuova fontana traverso la larga estensione dei suoi fondi, ponendo unica condizione alla sua concessione questa: che gli fosse concesso di fare, a tutte sue spese e sempre traverso i suoi fondi, una derivazione secondaria a servizio del gruppo di case che sorge vicino alla casa Bracciano e alla casa della Prebenda, con Bracciano d’avere nell’interno un rubinetto ad esclusivo servizio dei bisogni famigliari della casa stessa.

La deliberazione del Consiglio, come ho detto qui addietro, fu già approvata dall’autorità superiore ed è a quest’ora, per fortuna del paese, diventata irrevocabile. Ma di questi giorni un tale, che da qualche tempo mancava di qui, in una breve apparizione fatta in patria, donde si è però affrettato a scappar via, trovò il diavolo nel SUSCIPIAT blaterò contro le deliberazioni del Consiglio, nelle quali si studiò di far vedere che altro non ci fosse se non un insopportabile atto di favoritismo a vantaggio del signor Bracciano e si pose a raccogliere firme ad una protesta da lui compilata contro le deliberazioni stesse, nello scopo di farle annullare e revocare. Questa protesta è sperabile che non troverà firme di persone che sanno quel che si fanno: a ogni modo poi deve trovare un ostacolo insormontabile nel Consiglio e nella superiore Autorità. Bel regalo si farebbe al Comune, se consentendo agli storti ragionamenti di tale che è professore dell’ingarbugliare ogni cosa, si riescisse a togliere il beneficio dell’acqua potabile ad un gruppo rispettabile di famiglie e far raddoppiare, alle spalle del Comune, la spesa per condurre la fontana dell’egregio Lanzio fin presso la Chiesa Parrocchiale.

Da: IL MONTE ROSA del 10 giugno 1881

Festa a Quarona - Il 16 corrente a Quarona si farà la solenne inaugurazione delle nuove fontane costrutte col generoso dono dell’ottimo popolano Giovanni Lanzio.

PROGRAMMA

Ore 9 - Ricevimento degli invitati alla Festa in casa del suddetto signor Benefattore.

Ore 10 - Sfilata per le vie del paese, preceduti dalla Banda con fermata innanzi alle fontane.

Ore 11 - Discorso analogo alla Festa.

Ore 12 - Pranzo sociale all’Albergo Cavour. Quota 3,50 lire.

Dopo il pranzo - Divertimenti popolari.

Alla sera - Illuminazione alle diverse fontane.